06/05/2007

Manichini a Teheran

L'occidentale che passeggia per le strade di Teheran e si ferma a guardare le vetrine, assisterà ad uno spettacolo inconsueto, gli abiti indossati dai manichini assumono un aspetto diverso, "grottesco", come lo definisce Firouzeh Khosrovani, autore dell'articolo tratto da La repubblica delle donne di questa settimana, "Corpi del reato" , dedicato ai manichini femminili iraniani privati del seno e di parte del volume della testa (dove si trova l'attaccatura della capigliatura): uno dei tanti interventi    pensati per contrastare il diffondersi del modello occidentale. Negli anni ottanta addirittura i manichini scomparvero dalle vetrine per ricomparire pochi anni fa, prima quelli maschili e poi quelli femminili, modificati dalle industrie produttrici in modo tale da minimizzare gli attributi femminili. "Un controllo ossessivo che mira a ridurre i corpi all'impotenza, a impedire loro di ribellarsi. Il potere agisce sui corpi lasciandovi quello che M. Foucault definisce il carnaio dei segni, fatto di marchi, regole, divieti."
In occidente dormiamo sonni tranquilli noi donne, perché i nostri manichini sono rassicuranti, fatti a nostra misura, a conferma delle nostre conquiste, della nostra parità ormai acquisita e data per scontata... fino al giorno in cui qualcuno, con una apparentemente innocua battuta, ci risveglia con una doccia fredda, riportandoci bruscamente indietro nel tempo, quando la cultura , l'intelligenza, il lavoro non erano nostre prerogative, soltanto la casa, la gonna, i tacchi, il trucco...



Commenti

Io sono nata l'anno in cui è stato riconosciuto il diritto di voto alle donne, ed ho percorso una strada "contro" i pregiudizi nel campo del lavoro, finendo nel mondo della scuola, più per necessità che per volontà, perchè l'industria preferiva gli uomini, anche se con referenze peggiori. Ora le cose son decisamente cambiate, ma la lotta rimane dura perchè la donna è un avversario molto temibile, e gli uomini temono l'inversione dei ruoli. Ma indietro non si torna! Ciao, Anna

Scritto da : serenity48 | 06/05/2007

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